E un di lor, che mi sembiava lasso,

sedeva e abbracciava le ginocchia,

tenendo 'l viso giù tra esse basso.


 
« O dolce segnor mio », diss' io, « adocchia
colui che mostra sé più negligente

che se pigrizia fosse sua serocchia ».


 
Allor si volse a noi e puose mente,

movendo 'l viso pur su per la coscia,

e disse: « Or va tu sù, che se' valente ! ».


 
Conobbi allor chi era, e quella angoscia
che m'avacciava un poco ancor la lena,
non m'impedì l'andare a lui ; e poscia
 
ch'a lui fu' giunto, alzò la testa a pena,

dicendo: « Hai ben veduto come 'l sole

da l'omero sinistro il carro mena ? ».


 
Li atti suoi pigri e le corte parole
mosser le labbra mie un poco a riso ;

poi cominciai: « Belacqua, a me non dole


 
di te omai ; ma dimmi : perché assiso

quiritto se' ? attendi tu iscorta,

o pur lo modo usato t'ha' ripriso? ».


 
Ed elli: « O frate, andar in sù che porta ?



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